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https://avalanches.com/it/bologna_lapertura_di_asili_nido_in_discussione316126_23_05_2020

L'apertura di asili nido è in discussione.


Questa settimana il Partito Democratico è stato interpellato dalla presidente della commissione scolastica Francesca Marchetti e firmato dal leader del gruppo Dem Marchell Sappaterra per la giunta Bonaccini. Sull'apertura di asili nido da 0 a 3 anni.

La questione sarà discussa martedì prossimo durante la sessione telematica dell'Assemblea Legislativa.

"È molto importante capire come si muoverà la Regione in queste settimane della seconda fase dello stato di emergenza. L'apertura di asili nido dipende direttamente dalla situazione con KOVID19 , dal numero di persone infette.

Dovrebbero essere prese tutte le precauzioni, dovrebbero essere sviluppate regole per l'apertura in estate. Fino ad allora l'amministrazione comunale non aveva tenuto conto dell'apertura di asili da 0 a 3 anni, quindi ci sono molte questioni da discutere affinché l'apertura non influisca sulla salute dei bambini e dei genitori. I genitori devono tornare alle loro responsabilità e i figli devono tornare alla loro normale vita quotidiana e all'educazione. Comprendiamo che il riavvio degli asili privati, che è molto importante oggi, naturalmente, hanno bisogno di un sostegno economico dopo una lunga quarantena. In questi giorni penseremo a come sostenere tali asili privati", ha detto Marchetti.

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https://avalanches.com/it/bologna_palazzo_re_enzo316119_23_05_2020
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Palazzo Re Enzo.


Palazzo Re Enzo a Bologna, intitolato al sovrano di Sardegna Enzo, figliastro dell'imperatore Federico II, che qui fu imprigionato dal 1249 fino alla morte nel 1272.

Il palazzo fu costruito nel 1245 come estensione del vicino Palazzo Podestà. All'epoca si chiamava semplicemente Palazzo Nuovo, il nuovo palazzo. Tre anni dopo il suo completamento, Enzo di Sardegna fu catturato nella battaglia di Fossalta e, dopo un breve soggiorno ad Enzola, fu trasportato a Bologna e imprigionato nel nuovo Palazzo. Secondo la leggenda, durante il giorno il prigioniero era autorizzato a vagare per il palazzo, ma di notte era rinchiuso in una gabbia sospesa al soffitto. Aveva il suo personale di corte e persino il suo chef. A Enzo era anche permesso di vedere le donne, così sono nate tre delle sue figlie e, secondo una versione non confermata, un figlio nato da una semplice contadina. Il ragazzo si chiamava Bentivoglio dalle parole "Amore mio, ti voglio bene". Si dice che sia stato l'antenato della famosa famiglia Bentivoglio, i regnanti di Bologna nel XV secolo. Enzo fu sepolto nella Basilica di San Domenico, proprio come voleva.

Nel 1386 Antonio di Vicenza completò la Sala del Trecento, che divenne l'archivio comunale. Nel 1771, su progetto di Giovanni Giacomo Dotti, l'ultimo piano del Palazzo fu ampiamente ristrutturato e all'inizio del XX secolo acquisì l'attuale aspetto gotico grazie all'architetto Alfonso Rubbiani. A destra di Palazzo Re Enzo si trova la Cappella di Santa Maria dei Carcerati, attraverso la quale sono passati i condannati ha morte.

Oggi il lussuoso Palazzo Re Enzo, con i suoi 2.500 metri quadrati di superficie, è una delle principali attrazioni storiche di Bologna.

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https://avalanches.com/it/bologna_laeroporto_marconi_bologna_apre_le_porte_ai_passeggeri313317_22_05_2020

L'Aeroporto Marconi Bologna apre le porte ai passeggeri.


Uno degli aeroporti centrali del Paese è rimasto aperto durante la pandemia KOVID19, solo per il personale medico e di trasporto merci.

Sono in corso i preparativi per riaprire i voli nazionali per i passeggeri che rientrano in patria e per garantire che anche i passeggeri provenienti dall'estero trasportino a destinazione merci non coronavirus.

Al fine di garantire la sicurezza del personale e dei passeggeri. L'amministrazione dell'aeroporto Marconi ha sviluppato nuove regole. L'uso di una maschera protettiva è obbligatorio per tutte le persone, i passeggeri e i lavoratori che accedono al Terminal e si spostano nelle aree comuni delle infrastrutture aeroportuali.I dosatori di gel per la disinfezione delle mani sono stati posizionati in tutto il terminale.

Le misurazioni della temperatura corporea sono obbligatorie per tutti i passeggeri in partenza e in arrivo, se la temperatura supera i 37.7, il viaggio di tale passeggero viene interrotto e il paziente viene consegnato al personale medico.

La distanza fisica tra le persone non deve essere inferiore a un metro di tutte le operazioni effettuate in un aeroporto. Per la comodità dei passeggeri e dei dipendenti, l'area check-in, il controllo doganale e il vano bagagli contrassegnato da targhette sul pavimento. Nella sala d'attesa. È stato installato un monitor, che controlla i segnali sonori.

Sono stati installati pannelli di separazione in vetro per proteggere i passeggeri e gli operatori nell'area check-in. Per comodità, l'amministrazione dell'aeroporto chiede a tutti i passeggeri di effettuare il check-in online, se possibile.

Quando tutti i requisiti sono controllati, il passeggero riceve un certificato d'ispezione.

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https://avalanches.com/it/modena__news_leditoria_non_in_crisi_ci_si_sposta_sul_digitale_parola_d768350_03_09_2020

News – L’Editoria non è in crisi, ci si sposta sul digitale. Parola di Loris Zanrei


Loris Zanrei, editore quarantenne, produttore di Diciotto Magazine la rivista online italiana più cliccata del 2019 (tra le nuove proposte editoriali) e di Aiko Magazine, ci racconta perché secondo lui l’editoria è cambiata. “ La mia idea è quella di far leva su queste tendenze tecnologiche creando canali informativi e servizi in settori specifici dove il valore è alto anche se per un mercato ristretto e puntando verso business model basati non sugli abbonamenti ma unicamente sulla pubblicità. L’editoria sta seguendo un percorso per certi versi simile a quello che ha avuto la musica una decina di anni fa. Le catene di produzione stanno saltando e anche la distribuzione cambia di conseguenza, di pari passo con le modalità di consumo. Questo comporta la necessità di ripensare i ruoli professionali tradizionali e l’emergere di nuove tipologie di lavoratori cognitivi che si collocano in modo diverso rispetto ai flussi di valore immateriale: cultural blogger, social media manager, curator, information designer. Con il proliferare delle fonti e dei canali, non necessariamente di bassa qualità, avranno un ruolo sempre più centrale quegli attori in grado di “curare” l’informazione proponendo letture della complessità. Qualcosa di simile a quello che fanno i dj. Una conseguenza importante sarà (ed è già, in realtà) la progressiva perdita d’importanza dell’autorevolezza tradizionale nel dibattito culturale a favore di nuove forme legate al capitale simbolico e alla reputazione mediata tecnologicamente. Sappiamo tutti che l’editoria sta affrontando una notevole metamorfosi. Oramai il settore digitale è una parte preponderante nel settore editoriale, ma anche nella quotidianità di ognuno. Un e-book reader come Kindle è utilizzato da moltissimi utenti e, purtroppo o per fortuna, oggi sostituisce molto spesso un comune libro cartaceo.” In sintesi, il nostro punto di vista è che la pubblicità è un elemento chiave del fatturato dell’editoria digitale, soprattutto per le testate giornalistiche. Sembra infatti che gli investimenti digitali in ambito editoriale siano assai maggiori di quelli effettuati per la carta stampata.

Insomma, oggi i dispositivi mobili per leggere hanno la meglio sull’editoria e su ciò che la circonda. Testate cartacee online, libri, saggi e chiunque altro offre materiale leggibile si sta infatti trasferendo, per una buona percentuale, sugli eReader


pubblicato da Staff LZ Communication

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https://avalanches.com/it/modena__the_max_il_ritorno_di_una_novit_un_magazine_che_racconta_come_ness744810_28_08_2020
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The Max, il ritorno di una novità. Un magazine che racconta come nessuno il LifeStyle. Grazie agli editori Gianluca Minelli e Loris Zanrei torna la rivista che ha rappresentato meglio di tutte gli anni ‘90


Staff Magazine

di Hellen Lusardi


Un’operazione senz’altro romantica. Di quelle che fanno breccia nel cuore. Chi non se lo ricorda Max? Impossibile dimenticare gli anni ‘90 e i seguenti 2000, fatti di modelle patinate, locali fighi da frequentare, e attimi da vivere tutti d’un fiato. C’era Max, Max ci ha raccontato quegli anni. Fatti di eccessi, di bellezza, di aperitivi a Riccione, di serate a Milano all’Holliwood, di tendenze, di jeans strappati e di smoking per fare un salto a Miami. Max ha rappresentato tutto, era l’emblema di un’Italia che ci piaceva e che ci piaceva leggere. Un grande Magazine che oggi un po’ ci manca come ci mancano quegli attimi che ritroviamo in un pezzo un po’ vintage di Bob Dylan. Ora, c’è un editore, forse un po’ spregiudicato ma senz’altro di talento e di forti intuizioni. Si chiama Loris Zanrei. Già da anni editore di Arting News, Aiko e Diciotto Magazine. Uno che ha trasformato Diciotto in un’icona di stile dell’editoria digitale, portandolo in tre anni ad essere un’App ed un canale televisivo digitale. Insomma …uno avanti. E’ partito un progetto serio, ragionato, condiviso. In cooperazione con Gianluca Minelli di San Paolo association e’ sbocciato da Gubbio fino a Milano un lavoro di squadra non indifferente. A tratti folle. Appunto, spregiudicato. Una struttura fatta di persone e obiettivi che hanno lo scopo di tenere insieme tutti i nodi del nostro tempo.


Il ritorno

Oggi è ormai certo. Max torna in vita. la copertina sopra e’ un anticipazione importante di cui sono fortemente orgogliosa. La nuova versione si chiamerà The Max è sarà un prodotto editoriale del tutto innovativo. Questo ci è dato sapere, per ora almeno. In attesa di darvi nuove anticipazioni …vi lascio con la storia di Max ciò che è stato …e forse ciò che sarà. ❤️


STORY

Rivolta principalmente a un pubblico maschile, Max, fondato a Milano da Paolo Pietroni, debuttò nelle edicole nel 1985 proponendosi come il primo mensile rivolto al pubblico giovanile mai apparso in Italia; il logo della testata fu disegnata da Paolo Menon. Fin dagli albori, argomenti della rivista furono principalmente legati ai viaggi, alla moda, al cinema, alla musica e allo spettacolo, a cui si affiancavano spesso anche articoli di cronaca e reportage da tutto il mondo. Il successore di Pietroni, nel gennaio 1990, fu Carlo Gustavo Dansi.

Particolarmente celebre nella storia di Max fu il calendario sexy che dal 1990 al 2008 venne abbinato annualmente alla rivista, e in cui erano ritratti famosi personaggi del mondo dello spettacolo, fotografati da nomi quali Andreas Bitesnich, Fabrizio Ferri o Helmut Newton: nel corso degli anni si alternarono diverse celebrità sulle sue pagine, tra cui le donne Monica Bellucci, Anna Falchi, Sabrina Ferilli, Alessia Marcuzzi, Nina Morić, Giorgia Palmas, Elisabetta Canalis, e Lola Ponce, e gli uomini Raul Bova, Alessandro Gassmann e Gabriel Garko.


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La cover di The Max

pubblicato da : Ufficio Stampa LZ Communication


themax.moda

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